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Così è (se ci pare)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , on 21 maggio 2009 by Gemma

Sembra questo lo spirito con cui alcuni sedicenti notiziari divulgano certi fatti di cronaca giudiziaria.

Mi riferisco in particolare ad un noto contenitore di sketch grotteschi (in onda tre volte al dì su Italia 1), che pochi giorni or sono commentava una recente sentenza secondo l’estro del momento.

Ciò mi ha fatto venire in mente una conferenza tenuta dal “solito” Marco Travaglio sul rapporto tra politica e comunicazione, durante la quale aveva esposto un esempio secondo me molto chiaro.

Diceva (più o meno) che in una trasmissione sportiva nessuno oserebbe recriminare sul risultato finale di una partita.

Cioè, se la Lazio vince 1-0 vuol dire quello e basta.

Poi ognuno è libero di commentare tale risultato, spiegarne il perchè e il percome, dire che l’arbitro aveva una toga di maglina rossa particolarmente pesante, o magari un paraocchi di fabbricazione sovietica che ne limitava la visuale, o ancora che gli era rimasto sullo stomaco l’ennesimo bambino bollito (alcuni preferirebbero “cotto e mangiato”), ma il punteggio finale rimane invariato e nessuno si sognerebbe di raccontare una storia diversa.

Bene, le sentenze dovrebbero essere lette come il risultato di una partita: se un’imputato è assolto è assolto, se è condannato è condannato, se è prescritto è prescritto.

L’Accademia della Crusca non è lì per insegnarci come regolarizzare il nostro metabolismo a forza di fibre, il lessico ha una sua importanza.

Per questo penso che se qualcuno viene prosciolto perchè ha fabbricato leggi che -puf!- hanno reso l’imputato stesso improcessabile, non lo si possa definire semplicemente assolto.

Più appropriato sarebbe furfante.

Truffaldino.

Baro.

Questione di sfumature.

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