Archivio per università

Vuvvuvvù,puntomariastar,puntoittì

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , on 10 dicembre 2008 by Gemma

Inaugurato il 3 dicembre scorso il canale Youtube personale di Maria Stella Gelmini.

Apprezzabile lo sforzo della ministra che tenta di aprirsi al dialogo con i gggiòvani.

Positivi i commenti degli utenti, i quali hanno dimostrato di saper cogliere con maturità la possibilità di un confronto costruttivo.

Come “Avellinista89”, che commenta così:

a capito a zoccolaccia ha aperto er canale suo… tacci sua!!!

– – – – –

Suvvia, ministra, non faccia così.

Sono certa che qualche pecora nera facinorosa non potrà distoglierla dalla missione della quale è stata investita. O più che investita, beh…Sarebbe forse meglio dire travolta.

E passi buone feste, al caldo della sua amata Reggio.

Omaggi

Lettera aperta al ggiòvane conservatore contemporaneo

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2008 by Gemma

Caro ggiòvane conservatore contemporaneo, o, se preferisci:

Caro ggiòvane destrorso patriota del 2008,

come stai?

Spero che tu non veda tutto nero come è tua abitudine.

Mi rivolgo a te usando il maschile neutro perchè si sa che non la vuoi menare troppo con le pari opportunità, perciò voglio metterti a tuo agio parlandoti con schiettezza, da uòman a uomo.

Ti scrivo perchè, come te, credo nel dialogo, seppur fine a se stesso, e nello scambio di opinioni, anche se puntualmente restituite al mittente.

Innanzitutto ti chiedo: ci hai visti?

Intendo ieri.

Sì, alla manifestaz…Beh, insomma, a quella parata di facinorosi.

Eravamo circa una quarantina (per la Questura) di migliaia (per chi non avesse due nespole conficcate nei bulbi oculari), nella sola città di Torino. Nel resto d’Italia, qualcheduno di più.

Avrai notato molti striscioni tendenziosi ed irriverenti, un trambusto inammissibile, schiamazzi a tutto spiano e musica (!) techno (!!).

Sicuramente ti sarai oltremodo scocciato nell’attendere un tram che non arrivava mai, bloccato dalla sinistra processione.

Se sei un ggiòvane studentesso, può darsi che ti sia sentito indisposto nel vedere molte aule vuote, abbandonate da gran parte del corpo docente.

Per non parlare di coloro che hanno osato arrogarsi, e non da ieri, l’uso gratuito di un luogo pubblico come le sedi universitarie per il proprio lurido bivacco (pur non impedendo il regolare svolgimento delle lezioni, come paventato da qualche giornalista inspiegabilmente distratto)!

Ebbene, ora tenterò di spiegarti (anche se suppongo che lo speciale di Lucignolo ti abbia già esaustivamente informato a riguardo) in poche parole quel che è successo.

La ggiòvane ministra di un governo dal semprepiùggiòvane Presidente, sapientemente manovrata coadiuvata dal nonpiùtantoggiòvane ministro dell’ Economia, ha varato un decreto (poi diventato legge) cosiddetto balneare, ossia approvato mentre tutti quanti ancora stavamo ciabattando in infradito sul bagnasciuga.

Questa legge, per motivi a te forse incomprensibili, ha fatto un poco contrire gli zebedèi al 98,2% (fonte: I.STATali.inc.zzati) dei fannulloni che, da una parte o dall’altra, muovono il carrozzone dell’università, dell’istruzione e della ricerca, i quali, tornati in città belli abbronzati, si sono accorti che la suddetta legge stabiliva la sforbiciata di circa un.miliardo.e.mezzo.di.€uro dai finanziamenti per le attività sopracitate.

Una bella cifretta.

Che cosa si può fare con una paghetta simile, oltre a comprare 2 miliardi e 500 milioni di confezioni di Mini-Ritz?

Forse una FIERA EXPO A MILANO NEL 2015, al modico prezzo di 1486 milioni di €uri di stanziamenti?

O magari ammortizzare l’ennesima iniezione di liquidità salva-banche?

Vogliamo parlare inoltre dell’iniziativa che blocca il turn-over dei dipendenti al 20% (1 nuovo assunto ogni 5 pensionamenti)? Finalmente un taglio netto agli sprechi di una classe docente cialtrona e stra-pa-ga-ta!

Eppure, caro mio sventurato concittadino, io mi (e ti) chiedo: possibile che di tutti i settori esistenti dovessimo andare a limare proprio lì?

Perchè invece non rinunciare alle bocce di Emanuela Folliero e alle balle di Emilio Fede, che ogni giorno ci costano qualcosa come 300.000 €uri, e non spedirli in orbita (metaforicamente parlando, of course), su un bel canale satellitare?

Non credi che davvero, come recitava uno slogan particolamente sagace che cito per dovere di cronaca, “tagliare l’istruzione per risparmiare è come tagliarsi le palle per perdere peso“?

E non pensi che investire decine di migliaia di €uri nella formazione di uno studente che il proprio valore aggiunto lo va a proporre all’estero perchè qui non trova il benchè minimo spazio sia, come dire…

Una minchiata di proporzioni planetarie?

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma io mi fermo qui.

Scusa per la filippica, ma ormai la retorica da corteo studentesco ha polverizzato quell’ultima oncia di obiettività che tentavo di conservare.

Non ho la pretesa di convincerti che sia cosa buona e giusta manifestare: come mi insegnano qui, alla futura Alma Universitas de L’Oreal, Turin, è molto più facile che le convinzioni intrinseche di colui che riceve un messaggio vengano in qualche maniera rafforzate, piuttosto che mitigate, al momento della ricezione dello stesso. Qualunque sia il suo contenuto.

Pertanto non sprecherò più un bit.

Solo ti chiedo, come tua collega e coinquilina di questa piccola, fantastica Banana Republic: abbassa quel dito, che non ti nasconde più.

In fede (con la effe minuscola),

una ggiòvane facinorosa

Il colmo (Fail #1)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , on 11 settembre 2008 by Gemma

Visitare il sito della propria facoltà, leggere l’avviso che posticipa la sessione di qualche giorno, giusto quel lasso di tempo ideale per rivedere tutto il programma senza avere il fiato sul collo, pensare che Dio esista, o quantomeno che il CERN l’abbia imbroccata e la voragine cosmica abbia iniziato a modificare lo spazio-tempo…

…Per poi rileggere l’avviso ed accorgersi che la sessione suddetta è quella di laurea, e non quella degli esami ordinari.

Copyright: Rich Lafferty

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