Archivio per torino

Una splendida giornata / (I torinesi ammazzano il sabato)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , on 27 aprile 2009 by Gemma

Non so voi, ma quando succede di:

  • svegliarti inspiegabilmente di buon umore;
  • girare per la città sottobraccio a mammà e trascorrere una mattinata cazzeggiando fra chiacchiere e caffè, alla ricerca del paio di scarpe definitivo… E riuscire a trovarlo;
  • rifocillarti con una piada squacquerone, crudo e rucola;
  • aspettare il tuo gruppo preferito (vivendo l’attesa con l’emozione di una scolaretta il primo giorno di scuola), incontrare di persona ognuno dei ragazzi, toccarli con mano, ascoltarne la voce “nuda”, senza sentirla provenire dallo stereo di casa o dalle maxicasse di un palazzetto, scoprire il volto umano di gente che fino a ieri avevi visto solamente un gradino più su e capire che son persone che ti garbano un sacco;
  • passeggiare al fianco di un’amica, ingannare il tempo scattando foto colorate ai passanti e sentirti come alla gita di quinta elementare, quando in mano avevi una Kodak usa e getta che sfornava inquadrature del tutto “personali”;
  • arrivare presto presto sotto un palco per riuscire a star davanti, aspettare che si faccia sera e sostentarti nell’attesa con un paio di Moretti e nulla più;
  • conoscere un’allegra e loquace donnina di mezza età, professoressa di biologia (!), che ne sa molto più di te sul tuo gruppo prediletto (tant’è che ti istruisce su nome e cognome del bassista, quasi a dire “Beccati questo, sbarbina”) e che lo segue al pari di una groupie, ascoltare i suoi racconti di concerti stramitici, scoprire che l’anno scorso c’era pure lei sotto quella pioggia battente, sorbirti le foto dei suoi gatti e pensare che fra trenta o quarant’anni speri di avere il suo stesso, vorace appetito per la musica dal vivo;
  • assistere a un concerto più che mai coinvolgente,

  • divertente,

  • infine toccante (anche nel senso di: sgomitante!),

  • ballare, urlare, spingere, cantare a un metro dalle transenne, fra ragazzini biondi dal volto di putto che tracannano birra come fosse latte e bestioni esagitati che pigiano le prime file, le quali assumono la conformazione e densità di un fascio di asparagi;
  • lasciare la piazza dopo lo spettacolo, passeggiare per una via defilata, veder passare a fianco una coppia di sconosciuti, notare grazie alla tua amica la singolare somiglianza di lui con un certo frontman di vostra conoscenza, osservare lo sconosciuto mentre si volta verso di voi e notare che effettivamente si tratta di lui, rimanere basite per mezzo secondo biascicando un timido saluto (al quale risponde cordialmente) e vederlo trottar via dissolvendosi nella notte;
  • aver bisogno di un maxipanino unto e bisunto per rigovernare il proprio stato d’animo;
  • respirare un po’ del sudore dei Murazzi, giusto per non dimenticarselo;
  • tornare a casa ancora elettrizzata, dar fondo all’ultima stilla di energia parlottando del più, del meno, del per e del diviso;
  • prender sonno con le labbra fossilizzate in un sorriso idiota.

Dicevo, quando le coincidenze vogliono che tutto ciò si concentri nell’arco di meno di ventiquattr’ore… Eh.

Son cose.

Un tour della madonna!

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 febbraio 2009 by Gemma

Rinomata agenzia viaggi cristiana, operante tra Asti e Torino, organizza:

PELLEGRINAGGIO

PRESSO LA MADONNA DI SAN SIRO, MILANO

14 LUGLIO 2009

L’associazione nasce senza scopo di lucro, tuttavia si richiede una partecipazione minima di 69.00€.

La quota comprende:

  • viaggio in pullman o treno, a/r Torino P.N. – Milano Centrale
  • trasporto con autobus Atm dalla stazione allo stadio tempio e al ritorno dalla performance funzione
  • offerta votiva
  • cero da appicciare durante il salmo “Like a Virgin”

Per prenotazioni ed adesioni, ANCHE ALL’ULTIMO MINUTO, siete pregati di contattare la sottoscritta.

Ed ora, una parola dai nostri sponsor:

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Affrettatevi!

L’evento dell’anno

Posted in Uncategorized with tags , , , on 17 gennaio 2009 by Gemma

Io di certo non me lo perderò per nulla al mondo.

Ma Tonio Cartonio non era morto di overdose?

Lettera aperta al ggiòvane conservatore contemporaneo

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2008 by Gemma

Caro ggiòvane conservatore contemporaneo, o, se preferisci:

Caro ggiòvane destrorso patriota del 2008,

come stai?

Spero che tu non veda tutto nero come è tua abitudine.

Mi rivolgo a te usando il maschile neutro perchè si sa che non la vuoi menare troppo con le pari opportunità, perciò voglio metterti a tuo agio parlandoti con schiettezza, da uòman a uomo.

Ti scrivo perchè, come te, credo nel dialogo, seppur fine a se stesso, e nello scambio di opinioni, anche se puntualmente restituite al mittente.

Innanzitutto ti chiedo: ci hai visti?

Intendo ieri.

Sì, alla manifestaz…Beh, insomma, a quella parata di facinorosi.

Eravamo circa una quarantina (per la Questura) di migliaia (per chi non avesse due nespole conficcate nei bulbi oculari), nella sola città di Torino. Nel resto d’Italia, qualcheduno di più.

Avrai notato molti striscioni tendenziosi ed irriverenti, un trambusto inammissibile, schiamazzi a tutto spiano e musica (!) techno (!!).

Sicuramente ti sarai oltremodo scocciato nell’attendere un tram che non arrivava mai, bloccato dalla sinistra processione.

Se sei un ggiòvane studentesso, può darsi che ti sia sentito indisposto nel vedere molte aule vuote, abbandonate da gran parte del corpo docente.

Per non parlare di coloro che hanno osato arrogarsi, e non da ieri, l’uso gratuito di un luogo pubblico come le sedi universitarie per il proprio lurido bivacco (pur non impedendo il regolare svolgimento delle lezioni, come paventato da qualche giornalista inspiegabilmente distratto)!

Ebbene, ora tenterò di spiegarti (anche se suppongo che lo speciale di Lucignolo ti abbia già esaustivamente informato a riguardo) in poche parole quel che è successo.

La ggiòvane ministra di un governo dal semprepiùggiòvane Presidente, sapientemente manovrata coadiuvata dal nonpiùtantoggiòvane ministro dell’ Economia, ha varato un decreto (poi diventato legge) cosiddetto balneare, ossia approvato mentre tutti quanti ancora stavamo ciabattando in infradito sul bagnasciuga.

Questa legge, per motivi a te forse incomprensibili, ha fatto un poco contrire gli zebedèi al 98,2% (fonte: I.STATali.inc.zzati) dei fannulloni che, da una parte o dall’altra, muovono il carrozzone dell’università, dell’istruzione e della ricerca, i quali, tornati in città belli abbronzati, si sono accorti che la suddetta legge stabiliva la sforbiciata di circa un.miliardo.e.mezzo.di.€uro dai finanziamenti per le attività sopracitate.

Una bella cifretta.

Che cosa si può fare con una paghetta simile, oltre a comprare 2 miliardi e 500 milioni di confezioni di Mini-Ritz?

Forse una FIERA EXPO A MILANO NEL 2015, al modico prezzo di 1486 milioni di €uri di stanziamenti?

O magari ammortizzare l’ennesima iniezione di liquidità salva-banche?

Vogliamo parlare inoltre dell’iniziativa che blocca il turn-over dei dipendenti al 20% (1 nuovo assunto ogni 5 pensionamenti)? Finalmente un taglio netto agli sprechi di una classe docente cialtrona e stra-pa-ga-ta!

Eppure, caro mio sventurato concittadino, io mi (e ti) chiedo: possibile che di tutti i settori esistenti dovessimo andare a limare proprio lì?

Perchè invece non rinunciare alle bocce di Emanuela Folliero e alle balle di Emilio Fede, che ogni giorno ci costano qualcosa come 300.000 €uri, e non spedirli in orbita (metaforicamente parlando, of course), su un bel canale satellitare?

Non credi che davvero, come recitava uno slogan particolamente sagace che cito per dovere di cronaca, “tagliare l’istruzione per risparmiare è come tagliarsi le palle per perdere peso“?

E non pensi che investire decine di migliaia di €uri nella formazione di uno studente che il proprio valore aggiunto lo va a proporre all’estero perchè qui non trova il benchè minimo spazio sia, come dire…

Una minchiata di proporzioni planetarie?

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma io mi fermo qui.

Scusa per la filippica, ma ormai la retorica da corteo studentesco ha polverizzato quell’ultima oncia di obiettività che tentavo di conservare.

Non ho la pretesa di convincerti che sia cosa buona e giusta manifestare: come mi insegnano qui, alla futura Alma Universitas de L’Oreal, Turin, è molto più facile che le convinzioni intrinseche di colui che riceve un messaggio vengano in qualche maniera rafforzate, piuttosto che mitigate, al momento della ricezione dello stesso. Qualunque sia il suo contenuto.

Pertanto non sprecherò più un bit.

Solo ti chiedo, come tua collega e coinquilina di questa piccola, fantastica Banana Republic: abbassa quel dito, che non ti nasconde più.

In fede (con la effe minuscola),

una ggiòvane facinorosa

Torino is drowning

Posted in Photos with tags , , , , on 3 giugno 2008 by Gemma

Ponte Vittorio Emanuele I Ponte Vittorio Emanuele I

You can't keep nature in cages You can’t keep nature in cages

Relitto Relitto

Downtown Downtown

Vivi il Po Vivi il Po

A' La Plage A’ La Plage

Battigia Battigia

Need Help? Need Help?

Ai Muri Ai Muri

Monte dei Cappuccini featuring Fiume Po Monte dei Cappuccini featuring Fiume Po

Verso il Cielo Verso il Cielo

Colmare il Gap Generazionale Colmare il Gap Generazionale

Boicottiamo il boicottaggio

Posted in Uncategorized with tags , , , , , on 22 aprile 2008 by Gemma

Ieri, 21 aprile, si è svolto un dibattito all’ Università di Torino sulla questione della Fiera del libro di Torino.

L’argomento: boicottarla è cosa giusta oppure no?

Sono intervenuti Davide Grasso, fra i sostenitori del boicottaggio, e Marco Travaglio, nella parte di portavoce non ufficiale di coloro che non appoggiano l’iniziativa.

Per chi non fosse a conoscenza dei fatti, la Fiera del Libro di Torino accoglierà quest’anno il Paese di Israele, che nel 2008 celebra i sessant’anni dalla sua fondazione, in qualità di ospite d’onore, con la partecipazione di personaggi come Amos Oz, David Grossman e molti altri.

Ciò ha suscitato una reazione di protesta da parte di alcuni scrittori, intellettuali, professori e studenti universitari che invitano a boicottare la Fiera in quanto celebrazione di un Paese che, a parer loro, da sessant’anni non fa che violare sistematicamente i diritti umani di migliaia e migliaia di palestinesi.

Il problema, come si può notare, è estremamente delicato e la discussione che segue si tinge di colori piuttosto vivaci.

Da una parte si sostiene che la scelta di ospitare Israele sia in realtà legata a strumentazioni politiche, che sia necessaria una controparte palestinese a sostegno della propria identità e che non sia etico dare spazio ad un’istituzione che si è resa protagonista di una politica “indiscriminata” per ciò che concerne il rispetto dei diritti di un’intera popolazione.

Dall’altra si invita a riflettere sul fatto che la Fiera sia in realtà un evento culturale che nulla ha a che fare con il governo di uno Stato, che spesso anzi le voci degli intellettuali di un Paese si distaccano radicalmente dalla classe politica che ne è a capo e che ad ogni modo il boicottaggio, per quanto più che legittimo, sarebbe un’iniziativa sterile e priva di utilità, dal momento che escluderebbe a priori un dialogo costruttivo.

Come facilmente intuibile, il dibattito tocca un nervo scoperto quando si chiama in causa il conflitto israelo-palestinese e qui si dimostra come le due parti in contraddittorio si muovano su terreni dialettici ben differenti: da una parte il pragmatico Travaglio esplica senza enfasi la pura e semplice realtà storica, dall’altra si tenta di avvalorare le proprie tesi facendo leva su sentimenti legati a quella retorica che vuole Israele come l’unico nemico ed oppressore del popolo palestinese (e tengo a precisare che la mia posizione si colloca ben lungi sia dai filosionisti sia da coloro che indicano i kamikaze palestinesi come partigiani o “martiri della libertà”. Semplicemente mi limito a pensare che la verità, al contrario di ciò che recitavano i cartelli ieri esposti in università, non stia solo da una parte.)

Tornando al topic principale, ritengo inopportuno un boicottaggio per più motivi: innanzitutto, perchè equiparare una manifestazione culturale ad un’affermazione di stampo politico mi sembra semplicistico e riduttivo, tanto quanto mi sembra illogico e limitativo negare il proprio ascolto ad un uomo di cultura (che parla di argomenti tutt’altro che politici), per quanto una sua qualsivoglia presa di posizione sia lontana dal proprio pensiero.

Se il punto di chi boicotta è semplicemente la menzione d’onore attibuita ad uno Stato che, nell’opinione di molti, adotta politiche non ortodosse a scapito dei propri conterranei, penso che si dovrebbe riflettere sulla necessità di un confronto per discutere le proprie tesi in loco, invece di tener buone le questioni ideologiche per aizzare le folle in strada.

Se insomma, come Grasso stesso ha detto, il problema consiste nel varcare una soglia dove si legge “Israele ospite d’onore”, ritengo che sarebbe comunque più produttivo, ai fini di una contestazione, esporre la propria visione portandola ad una platea direttamente interessata: anche a costo di passare dal retro.

::Peace::

( per informazioni sulla Fiera del Libro: http://www.fieralibro.it )

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