Archivio per torino by night

I love this city (but this city just wanna be friends).

Posted in Uncategorized with tags , on 27 febbraio 2010 by Gemma

Sabato notte, ore 4 del mattino.

In via delle Violette la cagnara regna sovrana.

Gli avventori dei locali, non paghi della nottata ed ebbri q.b., si sentono in dovere di ricordare agli abitanti della zona che, avendo essi scelto di abitare in centro, dovranno pagare questo privilegio al prezzo di cori da stadio nel bel mezzo della notte, poveri stronzi.

Essendo ormai avvezza a questi fenomeni da circo, mi rassegno e, pregando di riuscire prima o poi a metter da parte un po’ di soldini per la nobile causa del tiro al tamarro, mi abbozzolo nel piumino e paziento.

Ma questo non è un sabato come gli altri, in via delle Margherite: la marmaglia sembra particolamente effervescente ed ispirata.

Ad un certo punto, le urla (leggasi: ululati) si intensificano e, al di sopra dei soliti gorgheggi scimmieschi, si staglia un latrato femminile disperato.

Animata dallo stessa curiosità che spinge un vecchio ad affacciarsi alla finestra quando ci sono lavori in corso, decido di alzare la tapparella e cerco di capire che cacchio sta succedendo (se becco un accoltellamento in diretta potrei anche venderlo a RealTV!): individuo un paio di sagome vagamente somiglianti a splendidi esemplari di gorilla del Borneo, e fra queste una fanciulla che strilla come se la stessero scorticando (in caso ve lo chiedeste: no, non credo stessero registrando un’esterna di Uomini e Donne).

Sperando che finiscano in fretta di spellarla -che qui c’è gente che vuole dormire!-, mi accorgo che non di tortura si tratta (se escludiamo i miei timpani), ma la pulzella implora aiuto, si distingue chiaramente un “Oddiomesentomàààà….” e poi si spegne il microfono.

Temo, ma non ne ho la certezza, che si sia improvvisato un dibattito a suon di cazzotti.

O peggio.

Intravedo poi uno dei primati mentre grida in direzione del palazzo di fianco, e dato che mi pare di afferrare qualcosa a proposito di facce spaccate, gente ammazzatadibbbòtte e altre generiche minacce di morte, mi convinco che il concerto non finirà tanto presto.

Che fare?

Quei pochi scrupoli che ancora mi solleticano la coscienza dicono che non sarebbe politicamente corretto risolvere la questione con dei semplici tappi per le orecchie (che peraltro non mi sembrano tutta questa invenzione. Una volta ne ho inghiottiti otto, ma ci sentivo benissimo ugualmente).

Ebbene, colta da un moto di senso civico pari a quello del padrone di un Chihuahua che pensa “Sì, è una cacchina piccolina, ma è necessario che qualcuno la raccolga“, compongo 1-1-2 sul telefono e attendo.

Operatore: Garrabbinièri…

Io: (Che sollievo, pensavo fosse la pizzeria Marechiaro!) Sì, ehmmm, buonasera… (Ok, appuntato, lo so che è una sera di merda, avrai già ricevuto una carriolata di lamentele inutili, ma abbi la pazienza di ascoltare anche la mia, che potrebbe essere importante) Senta, io abito in via dei Nontiscordardime, vorrei fare una segnalaz…

Operatore: Ah, sì, le passo hueiotyownxerlscgjrl.

Io: (???)

La chiamata viene trasferita.

Rimango in attesa.

Tre squilli.

Cinque.

Dieci.

Al dodicesimo riattacco.

Proviamo con la squadra mobile, magari hanno più tempo e, se dico che i colleghi/rivali han fatto orecchie da mercante, forse saranno ancora più solerti.

Digito 1-1-3.

Tre squilli.

Cinque.

Sette.

La mia pazienza ha un limite, indipercui stacco la chiamata.

Mi affaccio alla finestra.

Non riesco a scorgere molto, ma non noto nessuno spargimento di sangue, i bollenti spiriti sembrano ormai spenti.

Via dei Ranuncoli torna tranquilla.

DA CIO’ SI EVINCE CHE:

1) Val la la pena sedersi in panciolle sulla riva del fiume e attendere che fluttui dinnanzi a se’ la carcassa del proprio nemico. [Plovelbio cinese]

2) Bisogna imparare dai film: la polizia arriva sempre troppo tardi. Se arriva. [Il Ciccio]

Stai a vedere che i savi ci avevan preso.

Nel dubbio, me ne mangio un altro paio.

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