Archivio per dicembre, 2009

L’Hondon calling / Il post più veloce della storia di questo blog

Posted in Uncategorized on 26 dicembre 2009 by Gemma

La situazione è oggettivamente paradossale ed ironica.

Se non fossi io, mi metterei a ridere.

Programmo un viaggio da due mesi e il giorno prima della partenza mi ritrovo costretta a letto da un mezzo attacco di nonsisacosa, una pseudo labirintite della domenica che stamani mi ha fatto sentire come un ubriaco a bordo di un aliscafo con mare forza 8.

Una goduria.

Il medico, sant’uomo, mi ha siringato di Plasil e spero che domattina il peggio sia passato e io mi trovi al check- in in forma smagliante.

Se così fosse…

Beh, carissimi, ci si vede nel MMX.

Sono tante, forse troppe le persone da salutare e citare, ma penso che quelle speciali sapranno bene qual che avrei voluto dire loro.

Il tempo, però, è tiranno.

Più del tempo, mia madre, che sa essere molto persuasiva quando di mezzo c’è la salute della sua bambina.

Pertanto, miei fedelissimi, non posso che augurarvi il meglio per l’anno che verrà e lasciarvi questo post, scritto in dieci minuti netti, che spero basti per salutarvi.

See ya!

A Natale puoi…

Posted in Uncategorized with tags , , , on 25 dicembre 2009 by Gemma

Da anni lo sostengo: Natale è una festa malinconica.

Commerciale, nemmeno a dirlo.

Fastidiosamente luccicante, sfavillante, schiaffa in faccia l’allegria anche a respingerla, la chiamano “atmosfera”, sembra quasi di respirarla, si insinua in quella fessurina tra due giri di sciarpa e pare destinata a contagiare chiunque tranne te.

Il centro delle città è caotico, le condizioni atmosferiche proibitive, lo stress è palpabile.

Il solo pensiero di sedersi a tavola per sei ore consecutive, imbullonati alle sedie e rimpinzati come oche da fois gras, basta a farci ingollare qualche pasticca di Maalox sin da due giorni prima, nella vana speranza di riuscire ad impermeabilizzare lo stomaco.

Per una perversa ironia della sorte, insomma, pare che per festeggiare il compleanno di Cristo si debba vivere un calvario.

Eppure…

Ripensare a quando eri piccola, quando non si attendeva che l’ora X per poter scartare tutti i regali con l’avidità che i bambini non riescono a nascondere…

Rifare la stessa cosa a distanza di quindici anni, con le persone a cui vuoi più bene, che si tratti di star seduti di fronte al caminetto o sugli scalini freddi e umidi di quello che pare l’unico ritrovo possibile nonostante il gelo…

Ciucciarsi per la seicentesima volta il corto della Disney con Paperon de’ Paperoni nel ruolo di Scrooge, che nonostante gli anni rimane sempre un must (assieme ai vari Mamma ho perso/riperso/straperso l’aereo e A nightmare before Christmas)…

E soprattutto: vedere un tuo carissimo amico, bardato di costume da Babbo Natale rimediato non si sa dove (con tanto di triplo cuscino a simulare una florida panza), scendere da una slitta azzurra 4×4 e improvvisare un’entrata teatrale sulle note dei Rammstein, gridando a squarciagola “OH! OH! OOOOOH! BUOOON NATAAALEEEEE!”, per la gioia del vicinato…

Son cose che mi fan ringraziare che ce ne sia almeno uno ogni 365 giorni.

Auguri, bestiacce.

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