Dio c’è, ma non si vede

Ebbene sì, si ritorna sulla blogosfera, dopo ben due mesi di assenza, con un tema di grande impatto, per cui se volete andare a farvi dei popcorn al microonde o magari una pausa-toilette questo è il momento adatto, perchè il prossimo Autogrill sarà tra 50 km.

Quella che vi presento è una personale interpretazione della sottoscritta pervenuta tra i mistici fumi di un nasello cucinato alla piastra, ogni riferimento a divinità realmente esistenti è accidentale e non voluto, casomai sperato.

Ecco, il fatto è che mi sono ritrovata a pensare che l’ateismo in fondo mi stia stretto.

Ho avvertito dei tonfi sordi, spero che nessuno sia caduto dalla sedia.

Forse è solo che non riesco a fare i conti con la straordinaria materialità che permea le convinzioni dell’ateo-tipo e che non mi rassegno all’idea del “dopo-…..” (ecco, non riesco nemmeno a pronunciarlo, diciamo solo all’idea del “dopo”) inteso come un mero decadimento cellulare.

Non so voi, ma a me da notevolmente fastidio questa sorta di itinerario programmato, una sorta di “Concludi la tua esistenza in 6 semplici mosse”: nasci –> vivi –> ti diverti –> ti acciacchi –> vivacchi –> muo… Ehm… Insomma, arrivi al “dunque” chiedendoti se ci sia un “dopo”, ma intanto il “dunque” è arrivato e buonanotte ai sorci.

Ho percepito dei fruscii malcelati, immagino che le manine del gentile pubblico abbiano abbandonato temporaneamente il mouse per andare a posarsi sui gioielli di famiglia, ma se così fosse sarebbe soltanto una conferma che il tema è sentitamente vissuto.

Ecco, dicevo, per far fronte a questo disturbo, contro il quale non basta una fiala di Enterogermina, ho deciso (come peraltro il 98% dei così detti “credenti”) di farmi un piccolo Dio su misura.

Diciamocelo, a chi non è mai venuta la tentazione di andare al Self, comprare qualche foglio di compensato, chiodi, vernice, carta vetrata, forbici con la punta arrotondata, modellare e unire il tutto con abbondante colla vvvvvinìlica ed ottenere così il proprio idolo pret-à-porter?

Perchè insomma, o questo o la vuota rassegnazione che siamo solo mucchietti di atomi zigzaganti pel cosmo.

E dunque, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, ho deciso di prendere per buona l’ipotesi che Dio effettivamente esista!

Per rafforzare questo processo di autoconvinzione proverò a parlarne al presente e ad elaborare una sua ontologia, giusto per vedere l’effetto che fa.

E dunque cominciamo con l’affermare che (rullo di tamburi):

Dio C’E’.

E’ il mio, non pretendo che sia il tuo a  meno che tu non lo voglia, ma in fondo che fastidio ti do? “Dopo” vedremo chi ha ragione. O forse non lo vedremo affatto (‘azz! Ancora strascichi da ateismo!). Ma intanto ne abbiamo uno a testa, quindi le probabilità sono uguali.

Ah, il mio Dio è uno e non trino, perchè ha trovato una cura per il disturbo bipolare. O tripolare, in questo caso.

Dio c’è, dicevo.

Ma non ha il potere di agire su ciò che facciamo, ne’  di evitare le catastrofi naturali. Inutile dire che non ci ha neanche creato. Semplicemente… C’è. C’era anche da prima di noialtri primati, ma non sa bene nemmeno Lui come ci è arrivato, in questo marasma universale.

Quindi è inutile innalzare altari o templi per ingraziarsi la Sua benevolenza (Dio non ama i lecchini gli adulatori), a meno che non si voglia dare lavoro a migliaia di architetti, operai ed assessori comunali che ci delizino con opere straordinarie; come, del resto, sono inutili le preghiere perchè avvenga qualcosa di positivo ad opera sua (Sua maiuscola, pardon). Ipotizzando che abbia un aspetto e che questo aspetto sia antropomorfo, potremmo utilizzare la metafora delle “mani legate” per dire che, delle cose del Mondo, non si occupa. Perchè proprio non può. Il mio Dio ha dei limiti e sa riconoscerli.

Dio c’è.

Ma a che cosa serve, se non può agire sulla Terra?

A che cosa servi, TU?”, potrebbe risponderti.

Ma il mio Dio, che è buono-buono come un panettone lievitato piano-piano, si siederebbe accanto a te (sempre ammesso che sia antropomorfo e pertanto dotato di natiche sulle quali adagiarsi) e inizierebbe a spiegarti che si è creato un’occupazione su misura per far fronte alla noia che lo ha attanagliato per le ere geologiche che hanno preceduto l’uomo. Insomma, non aveva ragione di esistere, quindi se ne è creata una. E dato che tutte le professioni farlocche tipo mediatore del disegno web dell’area culturale intradimensionale (?) o Presidente del Consiglio (???) erano già state prese, ha deciso di dilettarsi nell’amministrare la sua personale divina idea di giustizia fra le anime che giungono al Suo cospetto. Sì, il mio Dio è un giudice. Ma non dategli della toga rossa, o scatena l’ira di Di… Ehm… Beh, è ridondante. Comunque su quest’aspetto ritorneremo più avanti.

Dio c’è.

E’ onnisciente, nel senso che comprende alla perfezione ogni aspetto della vita, ogni reazione fisica o chimica, ogni formula matematica, il mio Dio è meglio dell’ MIT. Ma dato che non agisce in questo Mondo, non può azzardarsi a “consegnarci il fuoco”. Al massimo ci farà capire tutto “dopo”, quando lo raggiungeremo. Più che altro, sogghigna pensando alle facce di tutti quegli scienziati quando finalmente spiegherà loro PERCHE’ si verificava sempre quel tale errore in quel talaltro esperimento.

Dio c’è.

E indossa davvero un gran bel gilet, come canta Luciano, ma col cavolo che glie lo presterebbe per farci un giro. E soprattutto non ha idea di chi prenderà l’Inter, perchè il mio Dio è onnisciente, ma non prevede il futuro (altrimenti che gusto ci sarebbe?). Tuttavia ha sviluppato una certa esperienza, in questi miliardi di anni, pertanto riesce ad azzeccare quasi tutte le schedine. A parte quella del 5 maggio 2002, perchè quello che successe non se l’aspettava neanche Lui.

Dio c’è.

Ed ama l’arte, la musica, la pittura e la letteratura.

Legge e rilegge i poemi di Shakespeare (quelli composti “dopo”, moooolto meglio di quelli che conosciamo noi), le satire di Swift, gli scritti di Schiller (beato lui che sa il tedesco… (…Dio, non Schiller!)); ascolta famosi compositori, ma spesso si lascia andare e mette su il Vasco degli esordi o la discografia degli Afterhours; ha una galleria piena delle opere di tutti i più grandi artisti e pittori, con i quali ride a crepapelle quando a “Mai Dire Grande Fratello Show” Natalino Balasso ripropone i loro capolavori nella rubrica “Storia minima dell’arte”. Del resto, anche a Dio piacciono i bìgoli con le lugàneghe (e canta “Marieta, damene per caritàààààààààààààà!“).

Dio c’è.

E adora il cinema!

Era proprio Lui che telefonò a Charlie (aka Nuwanda) per chiedere al preside Nolan di ammettere le ragazze a Welton!

Ma con i Marines non ci si arrapa proprio per nulla, checchè ne dica il sergente Hartman.

Dio c’è.

Ed è un magistrato, dicevamo poc’anzi.

Il che non lo rende particolarmente simpatico a molti personaggi che conosciamo, ma Lui se ne fa un baffo (sempre ammesso che…Ok, prendiamo per buono che assomigli ad un essere umano o non ci schiodiamo più!).

Del resto, è Dio.

E sa valutare e distinguere buoni e cattivi e anche tutti quelli nel mezzo.

Tra l’altro il mio Dio ha un gran senso dell’umorismo, ragion per cui crede nell’ironia del contrappasso e adora un certo Alighieri che, a Suo dire, è stato un’immensa fonte di ispirazione.

Dio c’è.

E al momento giusto saprà cosa fare.

Quando avrà carta bianca e al Suo cospetto giungeranno, ad esempio, gli sciacalli che in questi giorni serpeggiano fra le case dei terremotati, li condannerà a costruire monumentali palazzi con tonnellate di sterco, che si riverserà sulle loro capocce in seguito ad una bella pacca ai pilastri portanti.

Quando si presenteranno alla Sua porta stupratori e bestie di tal fatta, acquisterà dal catalogo di Postalmarket il nuovo modello di vibratore al titanio “Ultimate Skorpion Destruktor Mach III” , lo lubrificherà con salsa wasabi, peperoncino e sale grosso e farcirà ben benino i loro culetti.

E questo è nulla.

Pensate a quante altre scempiaggini è stato in grado di concepire l’umanissimo genere umano nella sua storia plurimillenaria: per ognuna di queste, il mio Dio ha almeno 3 o 4 ideuzze per “riparare” alle varie porcherie sino ad ora perpetrate da noi sedicenti homo sapiens, più qualche bozza scarabocchiata qua e là nei ritagli di tempo.

Dio c’è, dunque.

EDio stasera andrò a letto tranquilla, sicura di non aver commesso errori di battitura nemmeno in questa frase e che il mio Dio abbia in mano la situazione e mi attenda (senza fretta!) per spalancare le saracinesche della conoscenza e rendermi partecipe dei misteri di questo pazzo pazzo mondo di tasse.

Ma se vi sorge il dubbio che questo mio Dio vi ricordi qualcuno di vostra conoscenza, vi invito a riflettere sul vostro, (sempre che ne abbiate, razza di eretici miscredenti!) e a pensare a quanto di voi si rifletta in Lui (o perchè no? In Lei!).

Esemplare, in tal senso, è la massima di Morandotti:

IO, abbreviazione di… DIO.”

E se siete arrivati a leggere questa riga, da oggi i miei idoli siete voi!

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3 Risposte to “Dio c’è, ma non si vede”

  1. Allora sono un tuo idolo…
    Ho tentato di trovare un qualche non-senso logico a questa insolita teologia, decisamente poco liturgica, così, tanto perchè mi diletta essere miscredente, e l’ho trovato: se ‘sto Dio è onniscente, prevede anche il futuro. Ah! Ma poi c’ho pensato… se questo è il tuo Dio, tu puoi anche decidere di farlo essere onniscente fino a un certo punto, poi s’arrangia. Insomma, tutta questa fatica invano (un po’ come nominare il nome di Dio).
    Avessero tutti una versione così laica di Dio, e avremmo già risolto metà dei problemi dell’universo.
    Appoggio la massima di Morandotti. Ma poi chi è sto Morandotti?

  2. brava gemma! hai una mente che fa davvero paura, piena zeppa di porte, che aprono porticine e porticine e poricine e spiragli e fessure ecc. scherzi a parte mi piace davvero quello che hai scritto! soprattutto perchè è una cosa a cui pensavo di recente. Una persona che reputo tra i grandi della storia del giornalismo (tiziano terzani) dice :”i miracoli esistono, ma tu devi essere artefice del tuo!”. sempre lui dice che abbiamo costriuto noi dio a nostra immagine e somiglianza e gli abbiamo attribuito le nostre caratteristiche di violenza. tutto questo per dire che sposo in pieno la tua causa, il mio dio è un po’ diverso… ma la strada è più o meno la stessa! bacio notte

  3. @ neoilluminista mangiapreti:
    Mettiamola così: Marco Travaglio (lungi da me l’idolatria, è solo un esempio) è onnisciente (o quasi) per quanto riguarda la storia d’Italia degli ultimi vent’anni. Ma di certo non può prevedere cosa succederà nei prossimi cinque, chi vincerà le elezioni ecc. Ecco, la mia idea è: Dio sa tutto ciò che è successo FINO A QUI.
    E, per inciso, Morandotti non so chi sia, mi ricordavo la citazione e mi sembrava giusto darle un nome. Ti consiglio di cercarlo su Wikiquote, perchè ha prodotto una serie di aforismi piuttosto brillanti!

    @ simone:
    Grazie, dovrei informarmi di più sulla figura di Terzani, appena finita la pausa esami vedrò di colmare questa lacuna. Comunque grazie per le belle parole!

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