Lettera aperta al ggiòvane conservatore contemporaneo

Caro ggiòvane conservatore contemporaneo, o, se preferisci:

Caro ggiòvane destrorso patriota del 2008,

come stai?

Spero che tu non veda tutto nero come è tua abitudine.

Mi rivolgo a te usando il maschile neutro perchè si sa che non la vuoi menare troppo con le pari opportunità, perciò voglio metterti a tuo agio parlandoti con schiettezza, da uòman a uomo.

Ti scrivo perchè, come te, credo nel dialogo, seppur fine a se stesso, e nello scambio di opinioni, anche se puntualmente restituite al mittente.

Innanzitutto ti chiedo: ci hai visti?

Intendo ieri.

Sì, alla manifestaz…Beh, insomma, a quella parata di facinorosi.

Eravamo circa una quarantina (per la Questura) di migliaia (per chi non avesse due nespole conficcate nei bulbi oculari), nella sola città di Torino. Nel resto d’Italia, qualcheduno di più.

Avrai notato molti striscioni tendenziosi ed irriverenti, un trambusto inammissibile, schiamazzi a tutto spiano e musica (!) techno (!!).

Sicuramente ti sarai oltremodo scocciato nell’attendere un tram che non arrivava mai, bloccato dalla sinistra processione.

Se sei un ggiòvane studentesso, può darsi che ti sia sentito indisposto nel vedere molte aule vuote, abbandonate da gran parte del corpo docente.

Per non parlare di coloro che hanno osato arrogarsi, e non da ieri, l’uso gratuito di un luogo pubblico come le sedi universitarie per il proprio lurido bivacco (pur non impedendo il regolare svolgimento delle lezioni, come paventato da qualche giornalista inspiegabilmente distratto)!

Ebbene, ora tenterò di spiegarti (anche se suppongo che lo speciale di Lucignolo ti abbia già esaustivamente informato a riguardo) in poche parole quel che è successo.

La ggiòvane ministra di un governo dal semprepiùggiòvane Presidente, sapientemente manovrata coadiuvata dal nonpiùtantoggiòvane ministro dell’ Economia, ha varato un decreto (poi diventato legge) cosiddetto balneare, ossia approvato mentre tutti quanti ancora stavamo ciabattando in infradito sul bagnasciuga.

Questa legge, per motivi a te forse incomprensibili, ha fatto un poco contrire gli zebedèi al 98,2% (fonte: I.STATali.inc.zzati) dei fannulloni che, da una parte o dall’altra, muovono il carrozzone dell’università, dell’istruzione e della ricerca, i quali, tornati in città belli abbronzati, si sono accorti che la suddetta legge stabiliva la sforbiciata di circa un.miliardo.e.mezzo.di.€uro dai finanziamenti per le attività sopracitate.

Una bella cifretta.

Che cosa si può fare con una paghetta simile, oltre a comprare 2 miliardi e 500 milioni di confezioni di Mini-Ritz?

Forse una FIERA EXPO A MILANO NEL 2015, al modico prezzo di 1486 milioni di €uri di stanziamenti?

O magari ammortizzare l’ennesima iniezione di liquidità salva-banche?

Vogliamo parlare inoltre dell’iniziativa che blocca il turn-over dei dipendenti al 20% (1 nuovo assunto ogni 5 pensionamenti)? Finalmente un taglio netto agli sprechi di una classe docente cialtrona e stra-pa-ga-ta!

Eppure, caro mio sventurato concittadino, io mi (e ti) chiedo: possibile che di tutti i settori esistenti dovessimo andare a limare proprio lì?

Perchè invece non rinunciare alle bocce di Emanuela Folliero e alle balle di Emilio Fede, che ogni giorno ci costano qualcosa come 300.000 €uri, e non spedirli in orbita (metaforicamente parlando, of course), su un bel canale satellitare?

Non credi che davvero, come recitava uno slogan particolamente sagace che cito per dovere di cronaca, “tagliare l’istruzione per risparmiare è come tagliarsi le palle per perdere peso“?

E non pensi che investire decine di migliaia di €uri nella formazione di uno studente che il proprio valore aggiunto lo va a proporre all’estero perchè qui non trova il benchè minimo spazio sia, come dire…

Una minchiata di proporzioni planetarie?

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma io mi fermo qui.

Scusa per la filippica, ma ormai la retorica da corteo studentesco ha polverizzato quell’ultima oncia di obiettività che tentavo di conservare.

Non ho la pretesa di convincerti che sia cosa buona e giusta manifestare: come mi insegnano qui, alla futura Alma Universitas de L’Oreal, Turin, è molto più facile che le convinzioni intrinseche di colui che riceve un messaggio vengano in qualche maniera rafforzate, piuttosto che mitigate, al momento della ricezione dello stesso. Qualunque sia il suo contenuto.

Pertanto non sprecherò più un bit.

Solo ti chiedo, come tua collega e coinquilina di questa piccola, fantastica Banana Republic: abbassa quel dito, che non ti nasconde più.

In fede (con la effe minuscola),

una ggiòvane facinorosa

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4 Risposte to “Lettera aperta al ggiòvane conservatore contemporaneo”

  1. simogranata Says:

    non sono d’accordo sul mandare “metaforicamente” Fede sul satellite, ma sul mandarlo “fisicamente”…magari sui satelliti di giove.
    per la nostra futura fondazione di scienze politiche pensavo a “Scipol, perchè voi valete”, oppure “Scienze politiche: depura e fa fare tanta plim plim” o “Vodafone: tutta Scienze Politiche intorno a te”…insomma basta che non sia activia 😦

  2. Io credo che questo ipotetico giovine di ddestra esista in percentuali irrisorie,un pò come il sodio nell’acqua Lete.Sarà desolante ma un referente con cui dialogare NON esiste,è in atto invece una spietata mutilazione di quello che definisco “stato sociale”.Inutile prendersela con la Gelmini che è un fantoccio,con quelle due vicine che mi dicono che non manifestano perche ci tengono al loro futuro(sei pure strabica sgorbio..) perchè chi manovra sono Tremonti e Lui.
    Riassumendo:abbiamo capito che la piazza non serve a nulla,le mie vicine sono cesse,gli studenti non votano Silvio,la maggiorparte del paese fà schifo e si riconosce negli alti principi morali del P.artito D.elL.’utri.
    Auguri.

  3. Oh suvvia compagna (di università, sia chiaro ;)) nn eravamo che poche decine. La maggioranza silenziosa era nelle aule studio a fare il prorpio lavoro, nn come noi rossi facinorosi. Ammetiamolo: dietro di noi c’erano i famosi baroni comunisti che con i forconi anzi, con falce e martello ci spingevano a protestare contro chi, unto dal Signore nevvero, porta avanti la sua Santa Crociata contro gli Infedeli Studenti Italiani [vuoi mettere Brunetta, la Gelmini e Tremonti alla testa di un numeroso esercito sotto l’EgI’da ((accento sulla I, fonte: Ministro Gelmini)) del caro Silvio??IN HOC SIGNO, VINCES!!!] Ah, non dimentichiamo le varie maestre con i bambini posti dietro gli striscioni, nutriti e incicciottiti per poi essere mangiati trifolati una volta finita la manifestazione. Ma non ti senti strumentalizzata?? ;)) Dette queste due cagate, complimenti per il post. Ma vaglielo a spiegare alla maggioranza silenziosa che magari tra un pò ci saranno le aule studio a pagamento :..(

  4. brava gemma, brava
    congratulazioni da siviglia 🙂

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