La ragazza del lago

Una ragazza viene trovata nuda e senza vita sulle rive di un lago.

Del caso si occupa un commissario di polizia il quale, dopo vent’anni di onorato servizio alla omicidi, si è trasferito in un paesino del Friuli per poter stare vicino alla figlia ed alla moglie, quest’ultima affetta da una grave patologia mentale.

Il film, opera prima di Andrea Molaioli, narra di una duplice ricerca.

In primo piano c’è naturalmente quella dell’omicida, che si svolge nel più puro stile giallo e conduce alla scoperta del colpevole dopo il tradizionale iter investigativo.

Tuttavia, accanto al racconto poliziesco, trova spazio la vicenda personale del commissario Sanzio (Toni Servillo), che si traduce nel costante sforzo per ritrovare un rapporto con la figlia, profondamente lacerato dalle vicissitudini familiari.

Elemento centrale è la solitudine: del protagonista innanzitutto, in quanto affetto da una malattia dermatologica di cui si ignora la cura, lontano dalla moglie che non lo riconosce e dalla figlia con cui stenta a comunicare ed isolato nella conduzione delle indagini, che lo vedono ripercorrere in solitaria le tracce dell’assassino; ma anche di coloro che si trovano coinvolti nel mistero, a partire da Mario, affetto da ritardo mentale e succube del padre severo, passando per la sorellastra ed il fidanzato della vittima, entrambi apparentemente spiantati, per finire (o iniziare) con l’irrimediabile e tragico isolamento della vittima, che pare sopita e morbidamente adagiata nella morte.

L’interpretazione di Servillo è servita con il consueto spessore ed anche il resto del cast non sfigura.

Un neo: la colonna sonora, che suona posticcia e slegata dalla narrazione.

Come ultimo appunto, penso sia da sottolineare la scarsa aderenza alla realtà per quanto concerne l’ambientazione: l’immagine del commissario che, tentando di immedesimarsi con il colpevole, passeggia in totale isolamento per le vie del borgo è indubbiamente romantica, ma sappiamo tutti che, per essere totalmente fedeli al mondo reale, il gradevole scorcio avrebbe dovuto essere offuscato da telecamere, giornalisti e speciali di Studio Aperto.

Nel complesso: un film da vedere.

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2 Risposte to “La ragazza del lago”

  1. simogranata Says:

    bel film, uno dei migliori italiani degli ultimi anni senza dubbio. una chicca: era uscito nelle sale 1 anno fa ma, snobbato dal pubblico, era stato tolto anticipatamente. dopo il triono ai david di donatello è stato rimesso in sala e il pubblico gli sta concordando il giusto tributo.

  2. Sostanzialmente d’accordo.Servillo è come Re Mida,trasforma ogni pellicola in oro.Prestazione più che convincente.Il resto tiene ed anche bene:il regista gioca sui tempi con savoir faire,a finire-dal-finale,e anima personaggi mai banali (qualcuno ha visto il mio coniglio?)
    La colonna sonora è latitante ma stiamo pur sempre parlando di una produzione a bugdet striminzito.Peccato:la profondità un pò ne risente;l’ispettore Servillo sarebbe stato ancora più azzeccato con il giusto pezzo -freddo,soft ed altruista- che cola per le vie deserte assieme a lui.
    Uno dei pochi film italiani che avrei il coraggio di consigliare.

    7/10

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